Speake(a)r, un malware trasforma le cuffie in microfono per spiarti

Mark Zuckerberg copre la webcam con del nastro adesivo per difendersi dalle spie, ma in realtà non basta: un comune paio di cuffie o le casse audio possono essere trasformati in un microfono-spia. Una coppia di ricercatori israeliani hanno pubblicato uno studio in cui dimostrano che è possibile convertire i dispositivi solitamente utilizzati per ascoltare (come cuffie) in microfoni per  intercettare suoni, fino a 6 metri distanti.

Il malware è stato soprannominato Speake(a)r, e utilizza il codec del chip audio RealTek (talmente comuni da essere presenti praticamente sulla maggior parte di PC Windows o Mac) per cambiare il canale di uscita audio in uno di entrata, permettendo di registrare tutti i suoni intorno alle casse o alle cuffie collegate al computer. La registrazione viene poi inviata tramite internet. Per questo motivo nella ricerca viene evidenziato che negli uffici ad alta sicurezza l’utilizzo di casse e impianti audio sia esplicitamente vietato.

Per proteggersi da questo attacco il modo più diffuso è quello di disabilitare l’hardware audio dal BIOS, bloccando del tutto l’audio del computer ma evitando così l’accesso al codec. Speake(a)r, è l’ennesima minaccia alla privacy, che sfrutta tutti i dispositivi IoT (Internet of Things, dalle smart-tv alle telecamere).

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