Sanità: RaPToR previene il furto dei dati sanitari

Cyber Intuition attraverso la tecnologia RaPToR, con il sofisticato motore comportamentale, previene non solo il furto dei dati sanitari ma in particolare le azioni di doxing , ovvero l’esfiltrazione di dati mirata alla creazione di un dossier contenente una o più informazioni private come cartelle sanitarie.

L’allarme per il furto di dati clinici dei pazienti è ormai accertato e uno degli hacker che ha venduto nel darkweb circa 655.000 cartelle cliniche contenenti nomi completi dei pazienti, indirizzi, date di nascita, dichiara che ha sfruttato il “Remote Desktop Protocol” di 3 organizzazioni sanitarie. Il prezzo richiesto per un database completo, ovvero circa 400.000 cartelle, si aggira intorno ai 389.390 $, circa 0,97$ a cartella.

Il caso da 1.5 milioni di dollari:

Nel marzo del 2012, la Blue Cross Blue Shield of Tennessee (BCBST) accettò di pagare 1.500.000$ per la potenziale violazione di dati dell’assicurazione HIPAA Privacy and Security Rules. La BCBST ha anche concordato un piano d’azione correttivo per le procedure di privacy e sicurezza. Nell’indagine è stato segnalato che i dati di oltre 1 milione di persone erano stati rubati da una delle strutture della BCBST.

Il caso della Anthem medical data breach:

A Febbraio 2015 l’ Anthem Inc. ha dichiarato che degli hacker potevano aver rubato 78.8 milioni di dati contenenti informazioni personali, scatenando la paura di furti di identità. La Anthem Inc. ha stipulato una polizza assicurativa di 100 milioni di dollari per qualunque problema causato dal cybercrime e ha avvisato prontamente le persone i cui dati sono stati violati.

I dati del 2016:

Il data breach del 2016 per la sanità rivela un preoccupante numero di furti di cartelle cliniche, primo tra tutti il Banner Health di Phoenix che ha subito un furto di dati pari a 3.7 milioni di pazienti che ha coinvolto i server che processano le informazioni di pagamento della vendita di cibo e bevande. Al secondo posto la Newkirk Products di New York City, la quale ha avuto problemi con carte d’identità per piani di assicurazione sanitaria che ha coinvolto 3.3 milioni di individui, mentre al terzo posto la 21st Century Oncology di Fort Myers. Nel mese di Marzo un fornitore del cancer care service ha denunciato una violazione di dati risalente ad Ottobre 2015 che ha coinvolto 2.2 milioni di pazienti.

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