NotPetya, la soluzione si chiama RaPToR – CorriereComunicazioni

Frutto della collaborazione tra Atos e Cyber Intuition, il software combina cyber intelligence e tecnologie comportamentali per contrastare attacchi informatici

Una soluzione specifica e integrata di data protection in grado di contrastare NotPetya, la recente minaccia informatica. Si chiama RaPToR ed è frutto della collaborazione tra Atos e Cyber Intuition. Il Software “RaPToR” (acronimo di Ransomware Prevention Toolkit & Rescue), rappresenta una soluzione innovativa che combina cyber intelligence e tecnologie comportamentali per contrastare attacchi informatici ai danni di aziende, istituzioni pubbliche e cittadini. Una sofisticata tecnologia che è stata in grado di prevenire e bloccare “Wannacry”, uno dei più potenti attacchi hacker mondiali.

Questa volta la minaccia si chiama NotPetya e il suo comportamento di crittografia è simile al precedente Ransomware Petya (da cui prende parte del nome), ma il risultato è completamente diverso: anche pagando il riscatto richiesto non è più possibile riottenere il controllo dei dati criptati. Si tratta di un malware che negli ultimi giorni ha colpito i computer di molte Organizzazioni in 64 Paesi in tutto il mondo.

“Atos mette a disposizione dei propri clienti una soluzione completa ed integrata: completa, in quanto efficace nella neutralizzazione di questa tipologia di malware; integrata, perché associata ai nostri servizi professionali di Security Consulting e Advisory – spiega Marco Conflitti, Head of Cybersecurity di Atos Italia – Il risultato è ancora una volta una soluzione in grado di offrire un livello di protezione elevato e specifico per ogni contesto”.

“La parola chiave per difendersi in modo efficace è come sempre prevenzione – aggiunge Stefania Ranzato, Ad di Cyber Intuition – anche perché è lecito prevedere ondate successive di attacchi informatici di questa natura, considerando soprattutto che la matrice tecnologica del ransomware abilita e stimola al contempo tali modalità ricorsive. Raptor consente proprio di contrastare questa minaccia, fermare la propagazione del virus e impedire la crittografia dei dati.”

Per le sue caratteristiche di distruzione dei dati e per il suo metodo di diffusione, NotPetya risulta essere particolarmente pericoloso per tutte quelle infrastrutture che detengono sistemi embedded che per loro natura non possono essere oggetto di aggiornamento o essere aggiornati tempestivamente, come ad esempio quelle operanti nel settore bancario, in quello della PA e della Sanità.

di F.Me

Fonte: CorriereComunicazioni.it

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